Buddha Train – Bodhgaya

Sono arrivato alla prima tappa di questo pellegrinaggio che ha come meta generale quella di visitare i luoghi salienti della vita del Buddha.

Il Buddha Train mi ha portato a Gaya, la stazione ferroviaria più vicina a Bodhgaya che raggiungo lasciando il treno per salire sul bus. Nella stazione sono accolto dalla nebbia invernale mista a smog. Persone con coperte indosso per proteggersi dal freddo condividono con me l’atmosfera irreale del luogo.

(Foto e Testi di Leopoldo Sentinelli)

Sono arrivato alla prima tappa di questo pellegrinaggio che ha come meta generale quella di visitare i luoghi salienti della vita del Buddha.

Il Buddha Train mi ha portato a Gaya, la stazione ferroviaria più vicina a Bodhgaya che raggiungo lasciando il treno per salire sul bus. Nella stazione sono accolto dalla nebbia invernale mista a smog. Persone con coperte indosso per proteggersi dal freddo condividono con me l’atmosfera irreale del luogo.

Strada facendo vedrò anche vitelli e mucche con una sorta di coperta addosso, il freddo non guarda in faccia a nessuno.  Salendo sul bus l’atmosfera è egualmente fredda, solo riscalda il cuore l’attesa dell’arrivo a Bodhgaya, là dove 2670 anni fa Siddharta Gautama ottenne l’Illuminazione divenendo così il Buddha di questa era.

Sottolineo “questa” perché altri ce ne sono stati prima di lui ed altri ne verranno.

Arrivo all’ingresso dell’area sacra, congestionata tra stand di oggetti religiosi, mudra (sorta di rosari) di vari materiali, statuette in metallo di Buddha, banchi di monasteri dove monaci raccolgono offerte, tuc-tuc (i famosi tricicli taxi) con monaci e devoti a bordo. Occorre lasciare le scarpe prima di entrare nella grande area e ci sono adeguati locali con addetti che gestiscono quanto lasciato, dalle scarpe ai cellulari e sempre in modo gratuito. Varie persone locale si offrono di fare la guida nell’area sacra. All’interno dell’area si circola in senso orario e si cammina tra stupa di varie dimensioni e prati pieni di discepoli che eseguono prostrazioni su apposite tavole, dove altri si raccolgono in preghiera guidati da monaci, dove tutti passano vicino alle ruote di preghiera facendole girare, ottenendo così la ripetizione dei mantra contenuti al loro interno, dove piccole tende permettono ai praticanti di continuare le loro pratiche devozionali senza interruzioni, tutto quanto intorno al Tempio della Mahabodhi che viene visto dall’alto e quindi non impressiona più di tanto,stante i suoi 55 metri di altezza.

E’ tipico lasciare delle offerte nei punti di maggiore devozione, siano essi gli stupa, le statue e queste offerte sono solitamente fiori, in ghirlanda o singoli, candele, piccole e gialle, ma anche denaro che verrà poi raccolto e destinato al mantenimento del luogo.

Fra le persone orientali spiccano molti occidentali ed anche loro compiono gli stessi gesti devozionali, ammaliati e compenetrati dall’atmosfera spirituale che emana da ogni manufatto del luogo, dal Tempio della Mahabodhi (con all’interno uno statua dorata del Buddha con la mudra bhumisparsha), all’Albero della Bodhi, un pipal sotto cui Buddha in meditazione raggiunse l’Illuminazione, dalla Vajrasana, piattaforma in arenaria che segna il punto dove Buddha sostava, dallo stupa Anineshchalochana che corrisponde al punto dove Buddha rimase una settimana ad osservare l’albero pipal, dal lago Mucilinda dove vi è uno statua raffigurante Buddha protetto dal naga (serpente cobra) Mucilinda con il suo collo gonfiato.

Nei dintorni non mancano altri templi e monasteri costruiti dai paesi buddhisti orientali quali Giappone, Thailandia, Tibet, Bhutan, Bangladesh ed altri ancora.

Vicino ad essi spicca una statua di Buddha in pietra bianca alta una ventina di metri.

Tutta questa grande area invita al raccoglimento, alla meditazione, alla pratica devozionale pur nella moltitudine sia di turisti che di devoti che mai genera fastidi muovendosi in uno reciproco rispetto.

Si viene presi nell’atmosfera con uno senso di serenità, di pace interiore, di voglia di rimanere lì ad assorbire l’energia purificatrice del luogo.

Purtroppo questo è un tour e si deve ripartire, quindi di nuovo si sale sul bus si ritorna al treno per la prossima tappa.

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