Il Dalai Lama e Dharamsala

Yancho Sabev / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
Yancho Sabev / CC BY-SA

Sua Santità il Dalai Lama è nato il 6 luglio 1935 nel piccolo villaggio di Taktser, da una famiglia tibetana di agricoltori. Fu chiamato Lhamo Thondup, che letteralmente significa “divinità che esaudisce i desideri”.
È considerato la reincarnazione del precedente Tredicesimo Dalai Lama, che a sua volta è considerato la manifestazione di Avalokiteshvara, il Bodhisattva della Compassione, detentore del Loto Bianco.

Nell’inverno del 1940 Lhamo Thondup fu trasferito nel Palazzo del Potala, dove fu ufficialmente insediato come capo spirituale del Tibet e, poco dopo, fu condotto al tempio di Jokhang dove partecipò come monaco novizio a una cerimonia nota con il nome di taphue, cioé taglio dei capelli.

Da quel momento avrei sempre avuto la testa rasata e indossato le vesti color granata dei monaci.

Secondo un’antica usanza, Sua Santità rinunciò al nome Lhamo Thondup per assumerne uno nuovo: Jamphel Ngawang Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso.
All’età di 15 anni fu ufficialmente investito dell’autorità temporale del Tibet, nel corso di una cerimonia nel palazzo di Norbulingka.

Tra il 6 ed il 7 ottobre 1950 l’esercito cinese circondò la città tibetana di Chamdo, che cadde sotto il comando cinese il 19 ottobre. La sconfitta dell’esercito tibetano a Chamdo diede inizio alle trattative per l’annessione cinese del Tibet, che si conclusero un anno dopo con l’Accordo dei Diciassette Punti, con cui il governo tibetano e il Dalai Lama accettavano la presenza del PLA e la sovranità cinese sul suolo tibetano.

I nove anni che seguirono videro il Dalai Lama impegnato a tentare di evitare l’occupazione militare da una parte, e dall’altra a tenere a bada il crescente risentimento della resistenza armata tibetana nei confronti dell’aggressore cinese.
Il 17 marzo 1959, durante una consultazione dell’oracolo di Nechung, vennero date esplicite istruzioni per lasciare il Paese, così pochi minuti prima dello scoccare delle dieci di sera, il Dalai Lama, vestito come un soldato semplice, scappò in mezzo a una grande folla e insieme a una piccola scorta e si mise in cammino verso confine con l’India.

Il Dalai Lama si trasferì nella parte alta di Dharamasala, a McLeodGanj, accolto dal governo indiano che consentì alla comunità tibetana in esilio di stanziarsi in questo luogo, particolarmente adatto ai tibetani per motivi climatici (si trova ad un’altitudine di circa 1980 metri). Dharamsala è una cittadina situata nello stato federato dell’Himachal Pradesh, nel nord dell’India, adagiata in mezzo a boschi sotto le severe pareti di roccia della catena del Dhauladhar ed è divisa in due parti, separate da oltre 1000 metri di dislivello.

McLeodGanji è anche sede del governo tibetano in esilio e di molti Istituti culturali e religiosi, che hanno lo scopo di preservare le tradizioni del Paese delle Nevi.

Dharamsala – che viene anche chiamata “piccola Lhasa” – è anche un luogo di accoglienza per i nuovi arrivi e qui il XIV Dalai Lama vive per gran parte del tempo e impartisce regolarmente i suoi insegnamenti a tibetani e stranieri. La comunità dei rifugiati tibetani è retta dalla Costituzione dei Tibetani in Esilio ed è amministrata dal Kashag (Consiglio dei Ministri), che risponde all’Assemblea dei Deputati del Popolo Tibetano, un parlamento eletto democraticamente. Esiste anche la Commissione Suprema Tibetana di Giustizia, un corpo giudiziario indipendente. L’Amministrazione Centrale Tibetana (CTA) è composta di tre commissioni autonome (elettorale, servizi pubblici, finanza) sette dipartimenti (religione e cultura, affari interni, istruzione, informazioni e relazioni internazionali, sicurezza, sanità, programmazione).In esilio sono stati ricostituiti più di 117 monasteri ed una serie di istituzioni, tra queste si trovano a Dharamsala l’Istituto Medico ed Astrologico Tibetano, La Biblioteca delle Opere e degli Archivi Tibetani, l’Istituto Tibetano di Arte Drammatica, il Centro Tibetano delle Arti e Mestieri. Il Tibetan Astro Medical Institute è stato aperto nel 1961 come un piccolo dispensario di medicine tibetane. Ora è un grande complesso con un collegio per studenti e dove vengono prodotte più di duecento differenti pillole a base di erbe e minerali.

Il TIPA – Tibetan Institute of Performing Art – fu la prima istituzione tibetana a “rinascere ” in esilio. Qui è preservata la folk opera nazionale, il Lhamo, nonchè sopravvivono le tradizioni teatrali, le musiche e le danze del Tibet. Gli strumenti musicali, i costumi e le maschere vengono ancora prodotti dagli artisti secondo le antiche metodologie. Oltre alle opere tradizionali tibetane, al canto ed al balletto il TIPA porta avanti un programma di commedie su tematiche sociali.A metà strada tra la lower Dharamsala e Mc Leod Ganj c’è l’Amministrazione Tibetana in esilio, il Central Tibetan Secretariat. Questa è la sede dei 7 Dipartimenti e dell’Assemblea dei Deputati del Popolo Tibetano i cui rtappresentanti, eletti democraticamente, formano il Parlamento Tibetano in Esilio.

Al centro di Mc Leod Ganj ci sono altri luoghi di particolare interesse: il Namhyalma Stupa (importante luogo di preghiera edificato in memoria dei Tibetani morti combattendo per la libertà del loro paese); il Monastero Namgyal (dal nome del Monastero che occupava tutta un’ala del Potala Palace a Lhasa, è posto di fronte alla residenza di Sua Santità il Dalai Lama e sede dei Suoi insegnamenti); il Monastero di Nechung (sede dell’Oracolo di Stato, dove un gruppo di monaci studia i rituali sacri e segreti introdotti in Tibet al tempo di Padmasambhava nel VIII secolo).

La Library of Tibetan Works and Archives è stata fondata nel 1971 per accogliere le antiche opere culturali tibetane, libri e manoscritti portati in salvo nella fuga dal Tibet occupato e saccheggiato. Al suo interno ci sono otto Dipartimenti: Ricerca e traduzioni; Pubblicazioni; Storia e documentazione filmata; Sala di lettura; Museo; Studi tibetani; una scuola di Pittura e di tanka; una Scuola di Intaglio del legno. Nella Library lavora un gruppo di studiosi tibetani che porta avanti un programma di ricerca, traduzioni, istruzione e pubblicazione di libri. È anche sede di Corsi regolari di filosofia buddhista e di lingua tibetana.


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