Origini e caratteristiche del Ryokan

ryokan photo di note thanun unsplash
Ryokan, foto di Note Thanun, unsplash

Le origini del ryokan giapponese risalgono alle fuseya del periodo Nara (710-784): erano case di riposo gratuite, le prime strutture in Giappone per i viaggiatori che volevano pernottare.

A quei tempi viaggiare era davvero pericoloso e le persone non avevano altra scelta che dormire sotto le stelle, così i monaci buddhisti  fondarono la fuseya con l’obiettivo di assistere i viaggiatori.
In particolare, Gyoki, che in seguito divenne un sommo sacerdote, costruì strade e ponti in luoghi pericolosi e aprì le prime nove fuseya.

Nel periodo Heian (794-1191), i pellegrinaggi ai siti religiosi divennero popolari tra i membri della famiglia imperiale e degli aristocratici, così anche gli edifici dei templi vennero utilizzati come alloggi.
Le strutture ricettive allestite nel recinto del tempio erano aperte ai devoti e in seguito furono chiamate shukubo (alloggi del tempio). Queste sono state tramandate fino ad oggi come strutture ricettive aperte al pubblico.
La camera è essenziale e in stile tradizionale giapponese con tatami e futon, cioè un materasso che la sera i monaci stendono sul pavimento con l’aggiunta di cuscino e trapunta, subito dopo aver ritirato la cena. La mattina dopo ripiegano il futon per poi passare con la colazione.
Le strutture sono in legno con porte scorrevoli di carta e i bagni e servizi igienici sono di solito in comune, divisi per sesso.

Durante il periodo Kamakura (1192-1333),  nacque il kichin-yado, una locanda economica che non forniva pasti, e al viaggiatore veniva addebitato solo il prezzo della legna usata come combustibile per cucinare il proprio pasto. Con il sopraggiungere del periodo Edo (1603-1867) furono costruite ampie strade e si sviluppò l’economia monetaria, che portò a frequenti viaggi di mercanti. Per sostenerli, furono costruite locande hatago che fornivano anche pasti. Per un po’ hatago e kichin-yado coesistettero, ma nella seconda metà del periodo Edo le locande hatago divennero le più diffuse.

Nel frattempo lo shogunato (il governo feudale giapponese) istituì il sistema Sankin Kotai per  impedire ai daimyo provinciali (signori feudali), di guadagnare troppo potere e li obbligò a vivere solo in Edo o nei loro domini. Quando viaggiavano da o verso Edo, il signore daimyo e il suo numeroso seguito di servitori alloggiavano in un honjin o waki-honjin posti nelle città  lungo il percorso, o in templi e santuari rispettabili e ricchi. Oggi, le locande hatago corrisponderebbero ai ryokan più semplici, mentre l’honjin e il waki-honjin sarebbero equivalenti  ai ryokan di lusso.

Nel periodo Edo, come abbiamo detto,  non era consentito spostarsi liberamente da un luogo all’altro, ma facevano eccezione i pellegrini, le visite di culto di natura religiosa e i viaggi brevi alle sorgenti termali per toji (cure termali). Fu così un buon numero di locande si trasformarono in ryokan, rimanendo  in funzione in tutto il Paese fino ad oggi.

Le locande hatago diminuirono e gli honjin che non erano più usati dai daimyo rimasero solo siti storici. Il fascino dell’hatago, che forniva pasti, e dell’honjin, dove veniva promossa una cultura basata sullo spirito di ospitalità, furono tramandati come parte della cultura tradizionale giapponese e hanno formato il modello originale del ryokan attuale.

La successiva diffusione delle ferrovie portò cambiamenti radicali nel modo in cui le persone viaggiavano, e molti ryokan furono costruiti vicino alle stazioni. Inoltre lo scopo dei viaggi iniziò a variare: si andava in un luogo più fresco in estate o in un luogo più caldo in inverno, o ci si spostava per motivi di svago. Tutto questo ha portato alla comparsa di numerosi ryokan in località turistiche e termali, ovunque in Giappone.

Oggi un ryokan mantiene ancora gli elementi tradizionali: pavimenti formati da tatami, bagno all’esterno della camera, un giardino in cui si può trovare un padiglione dedicato alla cerimonia del tè, porte scorrevoli che danno su una loggia, rifiniture interne in legno di stile tradizionale, una stanza spoglia, priva di mobili e letti, però dotata di tokonama, nicchia di abbellimento in cui vengono esposte sculture, calligrafie o composizioni ikebana.

I letti tradizionali (futon), vengono sistemati dopo la cena, disponendo materassini, coperte e cuscini sui tatami. la colazione del mattino (asa gohan) e la cena vengono serviti nella camera oppure in un’altra camera libera in modo da poter guardare il giardino da un’angolazione diversa.

tatami in una stanza del ryokan

La cucina di solito è molto ricercata sia nei contenuti che nella curatissima estetica: vengono utilizzati pezzi di ceramica e accessori pregiatissimi e particolarmente “vissuti”. Il servizio è completamente personalizzato: viene servito il tè di benvenuto si è accompagnati a prendere il bagno, sia che si tratti di onsen (bagno termale) che di ofuro, il caldissimo bagno che si fa in vasche di legno di hinoki, cipresso giapponese.

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