Buddha train – Kushinagar

Testo e fotografie di Leopoldo Sentinelli


Sveglia all’alba, come ormai ci hanno abituati. Ci troviamo ancora in terra nepalese, ma stiamo per tornare in India per procedere verso Kushinagar, la quarta importante tappa del tour nei luoghi salienti della vita di Buddha Sakyamuni: il luogo del suo Parinirvana, avvenuto nel 486 a.C.
Parinirvana è da intendersi come fine del suo corpo fisico, cioè cessazione dell’esistenza dei cinque aggregati che costituiscono l’esistenza psicofisica di ogni individuo, prima di passare allo stato di Nirvana.
Buddha attraversò tutti gli otto stati meditativi (dhyana) fino al raggiungimento della “cessazione della coscienza e della percezione”.

Con un trasferimento in bus arriviamo in hotel per pranzare, e dirigerci in seguito al Mahaparanirvana Temple, costruito sul luogo dove avvenne appunto il Parinirvana.
È un edificio semplice, con un’ampia sala di circa 10×5 metri che ospita una statua del Buddha dormiente, sdraiato sul lato destro del corpo, intorno a cui si deambula, o si rimane seduti appoggiati alle pareti, recitando mantra.

Sono presenti alcuni monaci con il mala (una specie di rosario buddhista) a contare le ripetizioni dei mantra. Sia l’interno della sala che l’area esterna trasmettono serenità e tranquillità. Non c’è confusione, e le persone aspettano in fila con pacatezza e gentilezza.
Un momento perfetto per fermarsi sotto un albero e meditare, lasciando perdere la mente e lasciando spazio al cuore in questo ambiente sospeso.

Nell’area vi sono diversi resti in mattoni rossi di antichi stupa. Tra gli altri il Muktabandhanacaitya, o Stupa della cremazione, eretto proprio nel punto in cui il corpo di Buddha venne cremato.
Una curiosità: questo sito fu identificato tramite reperti archeologici solo nel 1862.

Risaliti tutti sul bus raggiungiamo il Ramabhar Stupa, eretto su una parte delle ceneri di Buddha: una delle otto in cui queste furono divise, quella destinata all’antico popolo dei Malla.

Una comitiva di pellegrini, guidata da alcuni monaci, sta deambulando intorno a questo stupa recitando mantra. È stato allestito un altare semplice, ma ricco di offerte: fiori di loto in metallo e contenitori con frutta vera, contornati da candele accese e bastoncini d’incenso che lasciano andare il loro profumo verso il cielo.
L’atmosfera è la stessa degli altri luoghi fino a qui visitati: serena, composta, intensa, attenta, semplice, naturale, spontanea e accogliente.

Ancora un luogo ideale dove fermarsi a lungo, respirando e lasciando che questa energia metta radici all’interno di noi stessi. Purtroppo il treno ci aspetta: dobbiamo proseguire il viaggio verso un’altra tappa, più turistica e non strettamente connessa alle quattro fasi cardine della vita del Buddha.

Questo pellegrinaggio, questa presa di coscienza coinvolgente tanto a livello fisico che spirituale, le sensazioni emerse spontaneamente a contatto con questi quattro importanti luoghi, è un’esperienza che chiunque, qualsiasi religione segua o di qualsiasi filosofia sia seguace, dovrebbe provare. L’unica condizione è quella di predisporsi a non giudicare, ad aprire  la mente e il cuore, ad accettare così come viene l’esperienza che si sta vivendo per permettere ai più alti e fondamentali sentimenti, quali l’amore universale, la compassione, l’empatia, il rispetto, la comprensione, di condurre il nostro cammino interiore e attraverso questo guidarci nel mondo materiale, nella vita di tutti i giorni.

Buddha train – Kushinagar
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