Inizia il viaggio da Tokyo
Il sacro che resiste tra i grattacieli, tra cimiteri antichi e templi nascosti nei vicoli.
Viaggio spirituale tra templi, samurai e memoria.
Dietro l'immagine di un Paese omogeneo convivono tradizioni diverse. Shintoismo e buddhismo si intrecciano nella vita quotidiana, mentre dal nord al sud dell'arcipelago sopravvivono identità che raccontano un Giappone meno conosciuto.
Impermanenza. Nulla è destinato a durare per sempre: è proprio questa consapevolezza che rende prezioso ogni istante.
Per oltre due secoli il Giappone ha scelto l'isolamento. L'apertura al mondo è arrivata rapidamente e non senza tensioni, lasciando tracce che ancora oggi affiorano nella sua storia e nella sua identità.
Il misogi all'ingresso di ogni tempio: sciacquarsi le mani e la bocca con l'acqua di una fontana di pietra, un gesto minimo che separa il fuori dal dentro, il quotidiano dal sacro.
Che cosa continua a resistere, sotto la superficie del Giappone contemporaneo?
Da qui parte il mio percorso, tappa per tappa.
Il sacro che resiste tra i grattacieli, tra cimiteri antichi e templi nascosti nei vicoli.
la capitale simbolica: i templi Zen e i loro giardini secchi, dove il tempo — davvero — rallenta.
Un altro Giappone: un arcipelago con una storia e un’anima proprie.
Una via dei templi che attraversa epoche e religioni diverse — le tracce di una città che, più di ogni altra, ha conosciuto l’incontro con il mondo esterno.
Il porto che si è aperto al mondo, tra vecchie residenze straniere e un cosmopolitismo antico.
Terra di samurai e vulcani, ponte narrativo verso Okinawa.
Dietro ogni tappa di questo viaggio si nasconde una comunità, una fede, un’identità sopravvissuta. Le troverete, una per una, negli approfondimenti di ogni articolo — perché il Giappone che ho conosciuto non è mai stato uno solo.
A Tokyo e a Kyoto questo cammino si intreccia con un altro, più antico: quello che avevo già percorso anni fa, e che ora ritorna — in parte riscritto, in parte lasciato come allora — ad arricchire queste due tappe di voci e sguardi diversi, quasi un dialogo tra la viaggiatrice di ieri e quella di oggi.
Il sacro che resiste tra i grattacieli, tra cimiteri antichi e templi nascosti nei vicoli.