Tutto è iniziato da semplici gesti dei falegnami di Valencia che, nel giorno di San Giuseppe, avevano l’abitudine di ripulire le botteghe.
I trucioli, le polveri e gli scarti venivano posizionati all’esterno delle botteghe per essere bruciati. A questi veniva aggiunto sempre il parot: una lampada in legno usata durante l’inverno per illuminare i piccoli locali di lavoro.
Un rito simbolico per dare il bevenuto alla primavera, al quale si univano anche gli abitanti della zona che portavano oggetti vecchi da eliminare.
Così che sono nati i falò di Valencia, diventati nel tempo Las Fallas.
Tutto è iniziato da semplici gesti dei falegnami di Valencia che, nel giorno di San Giuseppe, avevano l’abitudine di ripulire le botteghe.
I trucioli, le polveri e gli scarti venivano posizionati all’esterno delle botteghe per essere bruciati. A questi veniva aggiunto sempre il parot: una lampada in legno usata durante l’inverno per illuminare i piccoli locali di lavoro.
Un rito simbolico per dare il bevenuto alla primavera, al quale si univano anche gli abitanti della zona che portavano oggetti vecchi da eliminare.
Così che sono nati i falò di Valencia, diventati nel tempo Las Fallas.
Il clou della festa si ha nelle serate tra il 15 e il 19 marzo, con la celebrazione di San Giuseppe ma la fase preparatoria inizia già dal 1° marzo, con i riti delle mascletà: si sparano fuochi d’artificio o solo petardi per strada.
Oltre a San Giuseppe, in queste giornate di festa si ricorda anche la Virgen de los Desamparados, protettrice della città.
Il fuoco è il protagonista principale dell’evento: simbolo potente di distruzione, serve per allontanare la negatività, bruciando tutto quanto non va bene.
E’ un rito di rinascita che coinvolge cittadini e turisti, con un lungo lavoro che dura un intero anno.
Gli artigiani, infatti, per 12 mesi creano le costruzioni di legno, materiali infiammabili e cartapesta che andranno incendiate. Il carro più bello e dal falò più intenso verrà poi premiato.
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