Varanasi: la suggestione del Ganga Aarti

La cerimonia Ganga Aarti si celebra al tramonto nelle tre città santé Varanasi, Haridwar e Rishikesh. Si tratta di un rituale indù dedicato alla Dea Madre Ganga, la Dea del più sacro fiume indiano. Etimologicamente la parola aarti significa “prima di notte”. Proprio per questo il primo rito viene eseguito prima della fine della notte, cioè all’alba. Questa cerimonia viene ripetuta più volte nell’arco della giornata per allontanare l’oscurità della dimenticanza di Dio .
Si svolge sul Dasaswamedh Ghat, dove viene eseguita un’elaborata puja (rituale di offerta) che ha come componente essenziale il fuoco. Si svolge su un palco con un gruppo di giovani pandit vestiti con abiti color zafferano. Si inizia con il soffio in una conchiglia, si prosegue con lo sventolio di bastoncini di incenso in elaborati volteggi e poi si passa a delle grandi lampade di fuoco che creano giochi di luce e forme nel cielo scuro. Il tutto è accompagnato da canti, inni e campanelli.

Per il rito dell’Aarti vengono usati oggetti dai colori, suoni e profumi simbolici al culto di Vishnu, quale dio del femmimino spirituale:

  • su un vassoio di metallo, cosparso di fiori, viene posta una diya riempita con del ghee (burro chiarificato), oppure dell olio di cocco ed in alcuni casi con la canfora. Quest’ultima, ardendo senza lasciare residui, rappresenta l’ego che scompare senza lasciar traccia raggiunta la realizzazione spirituale.
  • l’incenso di sandalo simboleggia il profumo della liberazione dall’ego che vola nell’aria una volta purificato.
  • la conchiglia sacra, che nella mitologia indù custodisce il suono del Om (il suono primordiale della creazione) ed è una delle quattro armi di Vishnu. Nelle cerimonia viene utilizzata per disperdere le energie negative e gli spiriti malvagi.
  • i pakistani (abito maschile indiano) dei sacerdoti dai colori giallo zafferano e rosso mattone simboleggiano rispettivamente l’energia vitale e la spiritualità.

Durante la cerimonia i sacerdoti offrono alla statua della divinità vari oggetti che rappresentano gli otto elementi della creazione, del mondo materiale.

  • Il Fiore e il Tessuto rappresentano la Terra
  • L’Acqua rappresenta l’elemento dell’Acqua
  • La Lampada alimentata con il Ghee (burro chiarificato) rappresenta il Fuoco
  • Il Ventaglio (fatto con le piume di Pavone) rappresenta l’Aria
  • Il suono della Conchiglia e della Campana rappresenta l’Etere

Gli oggetti offerti si trasformano in portatori di misericordia divina o Prasad e così si può ricevere l’energia divina dalla lampada passandosi sulla fronte le mani prima accostate alle sue fiamme, dall’acqua sacra spargendola sulla testa e dai fiori santificati inspirando il loro profumo.

Da un palco, i pandit (sacerdoti induisti) compiono dei movimenti precisi usando lampade dagli oli sacri.

La lampada viene rivolta verso la statua della dea Ganga per sette volte e verso i fedeli per altre sette volte per poi tornare verso la divinità. Ulteriori quattro giri vengono fatti verso i piedi della statua della divinità, due verso l’ombelico e tre al viso della statua, e nuovamente sette giri all’intera figura. La Lucerna viene poi fatta circolare tra i fedeli che passano le mani a coppa capovolta sul fuoco per portarselo alla fronte, di modo che la benedizione purificatrice della divinità possa così giungere a loro.

Durante tutta la cerimonia si recitano i bhajan, canti che lodano la gloria del dio e descrivono i benefici ottenuti per mezzo della sua adorazione, accompagnati dal suono di campane cerimoniali, gong, tamburi e alla conchiglie sacre di Vishnu. Il luogo viene profumato con incenso di legno di sandalo.

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