India: Spiritualità e cultura tibetana a Dharamsala, alla ricerca dell’equilibrio mente corpo

Il viaggio raccontato

Ho costruito per voi questo  viaggio nella spiritualità e cultura tibetana in esilio a Dharamsala per farvi vivere  un percorso non solo culturalmente interessante e ricco, ma anche attento al vostro benessere fisico e interiore, con sessioni di yoga e meditazione lungo il percorso.

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Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio e residenza del Dalai Lama, è uno dei luoghi più importanti del buddhismo, perché in questi ultimi cinquant'anni il suo tempio principale, situato nel monastero del Namgyal di fronte alla residenza di S.S. il Dalai Lama, è stato teatro del conferimento di innumerevoli insegnamenti, rituali speciali, trasmissioni delle parole di Buddha e dei grandi dotti indiani da parte del Dalai Lama, diventando un prezioso faro di saggezza per il mondo.

Durante il soggiorno a Dharamsala avrete l’opportunità straordinaria di fare diverse esperienze dirette della spiritualità tibetana: partecipando a insegnamenti conferiti dai Lama, cerimonie nei templi, sessioni di meditazione e percorrendo sentieri di pellegrinaggio arricchiti dalla presenza di persone devote che recitano i mantra.
Visiterete diversi luoghi: Tsuglagkhang Complex, dove si trovano la residenza ufficiale del Dalai Lama, il Norbulingka e il Mentzikhang, includendo il Tibetan Children Village; monasteri, dal Namgyal al Drolma Ling; luoghi di pura spiritualità, come il Tushita e gli Stupa di Trijiang Rimpoce e di Yeshe Tobden; e siti istituzionali, come la Library (biblioteca) che conserva i testi tibetani sottratti alla distruzione durante la rivoluzione culturale ed il tempio di Nechung.

> per approfondire: Il Dalai Lama e Dharamsala

Questo viaggio sarà arricchito inizialmente da una visita ad Amristar, per conoscere la religione Sikh e ammirare il celeberrimo Il Tempio d’Oro.  Questo tempio (gurdwara) laminato d’oro si erge luminoso al centro del suo lago sacro, offrendo uno spettacolo davvero emozionante. Lo stile architettonico della struttura, come del resto la religione sikh, è una mescolanza di elementi hindu e islamici con un risultato  assolutamente originale. La cupola dorata, che si dice sia stata rivestita con 750kg di oro puro, rappresenta un fiore di loto rovesciato, simbolo della purezza cui aspirano i sikh.

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Foto di Cuyahoga da Pixabay

Secondo i dettami  di accoglienza senza discriminazioni del sikhismo, tutti sono ben accetti nel più sacro dei templi, l’atmosfera è autenticamente spirituale, i fedeli pregano e si bagnano nella vasca sacra. Durante il giorno il Guru Granth Sahib, la copia originale del testo sacro, viene custodita nell’Harmandir Sahib, il tempio di marmo che sorge nel centro della vasca. All’interno del tempio quattro sacerdoti declamano senza sosta i brani del testo sacro, a ritmo di musica in un ambiente di grande suggestione e religiosità. Ogni sera il Guru Grant Sahib viene trasferito con grande solennità in un altro edificio, l’Akal Takhat, per trascorrervi la notte.

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Apri il programma dettagliato

1° giorno, mercoledì 31 marzo, volo per Delhi
2° giorno, 1 aprile | arrivo a Dehli

Sarete accolti in aeroporto da parte del corrispondente indiano che parla italiano per raggiungere l’Hotel Claridges, dove vi attenderà la guida italiana del viaggio. È un albergo molto curato, accogliente con una piacevolissima piscina all’aperto a temperatura controllata e prati verdi lussureggianti dove rilassarsi dopo il viaggio e sarete accolti con un rilassante tradizionale massaggio ai piedi, l’aristocratica forma di benvenuto dell’India.  Nel pomeriggio, vi recherete a Jama Masjid, (che significa moschea del venerdì), la più grande moschea dell’India che si trova nella parte vecchia di Delhi. È un edificio imponente, iniziato a costruire nel 1644 e terminato 14 anni dopo. L’Imperatore Shah Jahan è stato il committente di quest’opera, come di altri importanti monumenti, tra cui il Forte Rosso e il Taj Mahal ad Agra. Per entrare a Jama Masjid troviamo tre grandi porte, la maggiore delle quali era riservata esclusivamente all’Imperatore. Spiccano inoltre le quattro torri e i due minareti, di 40 metri d’altezza, che offrono una vista panoramica sulla città. Il cortile principale della moschea misura 408 metri quadrati e il suo pavimento è realizzato in pietra rossa. Al centro troviamo un grande vasca di marmo dove i fedeli si lavano le mani prima di pregare. la grande moschea di Delhi.
Dopo  la visita con il rishow si percorrono le stradine della città vecchia fino al tempio Sikh di Bangla Sahib. Il Gurdwara Bangla Sahib è la casa di culto Sikh più importante di Delhi e si trova nel cuore di Connaught Place, ed è immediatamente riconoscibile per la sua splendida cupola dorata e il pennone alto chiamato Nishan Sahib. La casa di culto in sikh, in hindi gurdwara di Delhi è un sacro santuario associato all’ottavo Guru Sikh, Guru Har Krishan. La caratteristica più interessante del Gurudwara è il Sarovar: lo stagno o vasca. L’acqua del Sarovar è chiamata Amrit è ha un valore molto significativo per i devoti. Non solo la comunità Sikh, ma le persone di tutte le religioni vengono ad adorare il nome di Dio qui. Da qui rientrerete in hotel.

3° giorno, 2 aprile | Delhi – Amritsar

Si prende il treno per Amritsar che parte alle 8.10 con arrivo alle 16.25 (orari da confermare). Verrete accolti dal corrispondente locale e accompagnati all’Hotel Ranjit’s Svaasa, per una sessione  di yoga o un massaggio rilassante.
Dopo la cena in hotel, verso le 21.00, vi recherete al Tempio d’Oro per assistere alla cerimonia del Palkhi Sahib, che si tiene alle 22.15.
Ogni sera, dopo una giornata di preghiere e devozioni, viene preparata una portantina (il Palkhi) placcata di oro e d’argento e adornata di fiori dove viene riposto su cuscini di broccato di seta il testo sacro dei Sikh, il Guru Grant Sahib, per portarlo per la notte dal tempio al trono dell’Akal Takht: il Maestro esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sul trono al canto di inni accompagnati dai tamburi.

4° giorno, 3 aprile | Amritsar – Dharamsala (MacLeodGanj)

La mattina, dopo aver partecipato ad una sessione di yoga in hotel visiterete il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Le origini del luogo sono antichissime. In passato, il lago su cui sorge il tempio era immerso nella foresta ed era un luogo di ritiro e meditazione per gli eremiti; pare che lo stesso Buddha giunse fin qui. Il fondatore della religione Sikh, Guru Nanak (1469-1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione. Il Tempio d’Oro Sikh fu completato interamente nel 1601, all’epoca del sesto Guru del Sikhismo, Guru Hargobind, ma a seguito di un attacco degli Afghani dovette essere sostanzialmente ricostruito nel 1760. Fu ancora una volta seriamente danneggiato nel 1984, durante i violenti scontri tra i separatisti sikh, che vivevano nel tempio, e l’esercito indiano, che li aveva attaccati con la cosiddetta Operazione Blue Star. Il tempio è circondato da un piccolo lago d’acqua, noto come il Sarovar, che consiste di Amrit (“Acqua Santa”). Ci sono quattro entrate al tempio, che simboleggiano l’importanza dell’accettazione e dell’apertura; apparentemente, questo concetto è una reminiscenza della tenda di Abramo nel Vecchio Testamento: la sua tenda era aperta su tutti e quattro i lati al fine di poter accogliere i viaggiatori da tutte le direzioni. Nel tempio è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini;  chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Nel primo pomeriggio patirete per Dharamsala. Si lasciano le pianure e, con panorami sempre più belli, si arriva ai lembi dell’arco himalaiano a MacLeodganj, sui monti sopra Dharamsala. Durante il soggiorno a Dharamsala soggiornerete al Hyatt Regency, dove ogni mattina farete l’esperienza di una sessione di yoga e meditazione e, se lo desiderate, potrete richiedere un massaggio rilassante tibetano.

5° giorno, 4 aprile | MacLeodganj

MacLeodganj, un piccolo centro situato a 1800 mt di quota sopra a Dharamsala, è il cuore della comunità tibetana: il suo fulcro sono la residenza del Dalai Lama, con l’adiacente tempio di Tekcen Cioeling ed il monastero del Namgyal. Nel corso della mattina vi rilasserete  in hotel, partecipando alla sessione mattutina di yoga; chi lo desidera potrà anche fruire dei servizi di massaggio terapeutico offerti dall’hotel. Nel pomeriggio visiterete il monastero del Namgyal, il cui Abate è Tamtok Rimpoce che segue tra le sue responsabilità anche il centro italiano del Ghepelling, con i templi di Tekcen Cioeling e di Kalachakra.  Percorrerete poi il sentiero che circumambula la residenza del Dalai Lama, un percorso considerato di ottimo auspicio dove s’incontrano pellegrini devoti  immersi nella recitazione dei mantra.
Il tempio di Tekcen Cioeling a MacLeodGanj, adiacente al monastero Namgyal, è un luogo molto speciale, voluto da S.S. il XIV Dalai Lama quando nel 1967 ricevette in segreto dal Tibet le preziose reliquie dei resti della statua di Avalokiteshvara, che era rimasta nell’ala settentrionale del Jokhang, la cattedrale di Lhasa, per 1300 anni: era ora necessario costruire un luogo dove poterle ospitare. Quella veneratissima statua era considerata autogenerata, e secondo la tradizione conteneva al suo interno al cuore un’altra statuetta in legno di sandalo, anch’essa autogenerata, che era stata portata a Lhasa dall’Imperatore del Tibet in persona; per i Tibetani in essa vi era poi anche la presenza spirituale dello stesso imperatore Songtsen Gampo e delle sue due consorti. Degli undici volti originali ne furono portati a Dharamsala alcuni e tre, se pur danneggiati, sono stati inseriti nella nuova statua, che rivolge lo sguardo ad est per significare l’auspicio che il popolo tibetano possa tornare ad essere libero nella sua terra. Il tempio venne completato nel 1970, e ad Avalokiteshvara vennero aggiunte le statue di Sakyamuni e Guru Padmasambhava. Il tempio è stato costruito in modo semplice ma secondo un preciso disegno mandalico, voluto espressamente dal Dalai Lama. Al tempio è stata aggiunta successivamente un’ala chiamata Tempio di Kalachakra, le cui pareti sono decorate con affreschi coloratissimi e di fine fattura, che includono preziose rappresentazioni di una buona parte dei contenuti esoterici del Kalachakra. Il monastero del Namgyal, la cui ubicazione originaria era all’interno del Potala a Lhasa, è aperto ai monaci di tutte le scuole del buddismo Vajrayana con lo scopo di approfondire la conoscenza e la pratica di diversi insegnamenti tantrici, in particolare quello di Kalachakra e del complesso rituale che accompagna questa importante iniziazione. Nel monastero attualmente vivono centinaia di monaci.

6° giorno, 5 aprile | MacLeodganj

Dopo colazione e lo yoga del mattino visiterete il centro studi del Mentzikhang, dove si studiano la medicina e l’astrologia tibetane, È anche possibile essere visitati da un medico tibetano e chiedere il proprio oroscopo; quest’ultimo richiede poi dei tempi piuttosto lunghi per essere preparato e verrà poi spedito in Italia. Assisterete agli insegnamenti con un Lama e compirete la circumambulazione (Kora) della residenza del Dalai Lama e dalla visita del tempio a lui dedicato. Il pomeriggio è libero; chi lo desidera potrà recarsi con la guida per una piacevole e facile passeggiata che parte dell’hotel fino alla panoramica località di Dharamkot.

7° giorno, 6 aprile | MacLeodganj

Dopo colazione e lo yoga del mattino assisterete a una cerimonia religiosa nel tempio e visiterete l’istituto del Norbulingka, situato a circa 20 km da MacLeodganj, istituito per preservare la cultura e l’artigianato tibetano. Qui si possono visitare i diversi atelier per la costruzione di statue in metallo, falegnameria, sartoria, pittura di tanka ed un piccolo grazioso museo dove sono ricostruite scene di vita nel Tibet storico con pupazzi di stoffa; il giardino è stato disegnato da un architetto giapponese. Nei dintorni vi potete recare al monastero del Gyuto, dove risiede il Karmapa; al convento di Drolma Ling, che raccoglie monache di diverse tradizioni; al monastero di Kamtrul Rinpoche, che è riccamente affrescato con pitture murali eseguiti da artisti bhutanesi.

8° giorno, 7 aprile | MacLeodganj

Dopo colazione e lo yoga del mattino andrete al tempio di Tekcen Cioeling per assistere alla cerimonia mattutina. Nel primo pomeriggio seguirete un insegnamento sul buddismo tibetano conferito da un Lama nei pressi del tempio. Andrete poi al Tibetan Children Village, dove si potranno visitare le classi e le case dove vivono i bimbi, che sono rifugiati e orfani tibetani. Da qui, prima di rientrare in hotel,  raggiungerete il piacevolissimo laghetto di Dal.

9° giorno, 8 aprile | MacLeodganj

Dopo colazione e lo yoga del mattino seguirete una sessione di meditazione al centro Tushita o al centro Vipassana. Il Tushita, posto sopra MacLeodganj a circa 2000 mt, è un importante centro di ritiri dove è conservato lo Stupa di Lama Yeshe, che fu anche il fondatore del centro di Pomaia in Italia. Nel pomeriggio, dall’hotel e con una bella passeggiata tra i boschi di circa mezz’ora, arriverete al sito degli Stupa di Trijang Rimpoce, uno dei tutori del XIV Dalai Lama, e di Yeshe Tobden, un santo asceta Maestro di compassione che ha visitato spesso l’Italia; tutt’intorno ci sono le tipiche casette di fango dei meditanti.

10° giorno, 9 aprile | MacLeodganj

Dopo colazione e lo yoga del mattino visiterete la sede del Governo Tibetano in esilio, dove si trovano la Libreria Tibetana e la casa dell’Oracolo di Stato, Nechung. Pomeriggio libero, con la possibilità di usufruire dei massaggi terapeutici offerti dall’hotel; chi lo desidera può andare con la guida  alle cascate di Bhagsu, una passeggiata di circa mezz’ora dall’hotel.

11° giorno, 10 aprile | MacLeodganj – Khangra – Delhi e volo di rientro

Si raggiunge il vicino aeroporto di Kangra dove vi  imbarcherete a per Delhi, e da qui sul volo di rientro in Italia.

Prolungare il viaggio…

Oppure, notte a Delhi: chi preferisce rientrare con più calma giunto a Delhi potrà trasferirsi presso l’Hotel Claridge, già utilizzato all’arrivo, dove potrà cenare e fruire di un massaggio rilassante, procedendo con il rientro il giorno successivo.

Oppure proseguire il giorno dopo per Jaipur e Agra (il Triangolo d’oro).

11° giorno, 10 aprile | MacLeodganj – Khangra – Delhi  

Si raggiunge il vicino aeroporto di Kangra dove ci si imbarca nel corso della mattia per Delhi; all’arrivo ci si trasferisce presso l’hotel Claridge, già utilizzato all’arrivo, dove si cena e si fruisce di un ottimo massaggio rilassante.

12° giorno, 11 aprile | Delhi – Jaipur

Partenza per Jaipur, la celebre “città rosa” del Rajasthan per via del colore con cui è dipinta tutta la parte vecchia, col treno veloce. Partenza per Jaipur col treno veloce, dove arriverete dopo nel pomeriggio. Visiterere e il Palazzo Reale, il Jantan Mantar (l’osservatorio astronomico), Patrimonio Mondiale dell’Unesco, il Palazzo dei Venti, luogo simbolo della città, da dove le donne di corte dalla loro lussuosa clausura potevano porre uno sguardo sul mondo, e in serata una lezione di cucina indiana seguita dalla cena. Risiederete al Samode Haveli, un palazzo storico meraviglioso ora famosissimo hotel che da solo meriterebbe il viaggio in India! Un’oasi  nella storica città fortificata è una tradizionale villa indiana immersa in un giardino verdeggiante con appartamenti disposti intorno a una serie di cortili intimi. Costruito 175 anni fa come residenza dei sovrani di Samode, è ancora occupato dai loro discendenti, che hanno trasformato la loro casa in un hotel di lusso.

13° giorno, 12 aprile | Jaipur

Dopo la lezione di yoga, la mattina raggiungerete il palazzo di Amer, un magnifico sito parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: la costruzione di questa cittadella-palazzo fortificata venne iniziata nel 1592 e fu la capitale del regno fino a quando la corte si trasferì a Jaipur, che fu fondata nel 1727. Per entrare in questo celebre palazzo salirete su un elefante: un ingresso davvero suggestivo! Completata l’interessante visita ci si reca al forte di Jaigart, che sovrasta Amer; nell’ultimo cortile di questo gradissimo complesso si arriva in un bel giardino dove risiedeva il Maharaja quando veniva qui, dove lo sguardo spazia verso il cielo con un bellissimo panorama che include la visuale del Palazzo di Amer dall’alto. Nel pomeriggio visiterete il tempio giainista di Sanganer che è a breve distanza. Bellissimo, con una facciata esterna  è rosa e le pareti riccamente scolpiti nella pietra arenaria. Al piano terra  colonne di marmo scolpito e al primo piano  bellissime statue di Teerthankaras. La sera assisterete ad un affascinante spettacolo tradizionale.

14° giorno, 13 aprile | Jaipur – Fatehpur Sikri – Agra

Dopo colazione partirete per Fatehpur Sikri. Questa antica capitale mughal, parte dell’Unesco World Heritage, è splendidamente conservata; fu costruita da Akbar, ma venne abbandonata quasi subito per la carenza d’acqua. La città  capolavoro dell’architettura indo- islamica poggia su livelli inclinati collegati tra loro con terrazze che sono stati utilizzati per vari complessi
Tutti questi palazzi sono stati costruiti in arenaria rossa in strutture composto da pilastri, archi ornamentali, staffe e chhajjas (parasole), jharokhas (tipici balconi o finestre con grate  rajasthani che caratterizzano i palazzi e le haveli costruiti al fine di permettere alle donne all’interno di vedere fuori, ma nello stesso tempo di non essere visti dall’esterno), chhatris (cenotafili).  L’architettura di Fatehpur Sikri contiene tutti i caratteri dell’India, uno stile composito indo-musulmano, ma anche una fusione di culture di origini indigene e straniere. Nella zona  residenziale i luoghi più importanti sono il Diwan i Am, il “palazzo delle pubbliche udienze” con il suo cortile,  qui si affaccia il Diwan i Khas, il “palazzo delle udienze private”, due piani dove l’imperatore usava intrattenersi coi saggi e i sapienti; il Dawlathkhana i Khas, la residenza privata dell’imperatore; il Chaupar o Pachisi Board spazio simile ad una enorme scacchiera un tempo animata da pedine viventi; il Panch Mahal il padiglione o “palazzo delle donne” dove vivevano le donne. Nella parte sacra della cittadina si trova la grande moschea Jama Masjid tra le più grandi dell’India con una capienza di circa 10.000 fedeli in preghiera. Alla mosche si accede da due imponenti ingressi l’imponente Buland Darwaza, e il Badshani Darwaza.  Vi è poi il mausoleo di Salim Chishti, che domina la metà Nord del cortile ed è fronteggiato da una vasca, autentico capolavoro in marmo bianco scintillante, e ancora la Buland Darwaza, la porta trionfale costruita per celebrare la vittoria in Gujara.
Proseguirete da qui per la vicina Agra, dove alloggerete al Jaypee Palace con giardini paesaggistici con laghetti e giochi d’acqua, spaziose camere caratterizzate da arredi d’ispirazione Mughal, una spa ayurvedica con bagno turco, una grande piscina all’aperto. L’hotel ospita 7 punti ristoro, tra cui i raffinati ristoranti Paatra e C’est Chine, che servono rispettivamente specialità locali e cinesi. L’Aqua Grill serve piatti alla brace, mentre al Tea Lounge sorseggerete deliziose miscele di tè in un ambiente luminoso e con vista sul giardino.  Nel pomeriggio visiterete il laboratorio di ricamo tradizionale di Zardozi, un’arte tipica di Agra che qui è perfettamente preservata

15° giorno, 14 aprile | Agra – Delhi e volo di rientro

Ed ora il Taj Mahal! Andrete sll’alba per ammirare la magnificenza del sito con le luci tenui regalate dal sorgere del sole. Il Taj Mahal, che letteralmente tradotto significa “il palazzo della corona” o “la corona del palazzo”, è il nome dato ad una stupenda costruzione situata nella cittadina indiana di Agra, le cui origini sono molto incerte. Secondo la tradizione, l’opera sarebbe stata voluta dall’imperatore indiano Shah Jahan, per realizzare una delle promesse fatta alla moglie quando era ancora in vita. I lavori, che ebbero inizio nel 1632, si conclusero solo nel 1654 ed impiegarono il lavoro di tantissimi artigiani, alcuni dei quali provenienti dall’Europa e addirittura uno dall’Italia di nome Geronimo Veroneo, che si servirono di diversi materiali provenienti da ogni parte dell’India e dell’Asia. In totale si contano 28 diversi tipi di pietre preziose e semi preziose, incastonate nel marmo bianco come motivo decorativo dell’intera struttura. Il complesso architettonico del Taj Mahal si compone di cinque elementi principali: il darwaza (portone), il bageecha (giardino), il masjid (moschea), che rappresenta il luogo di culto dei pellegrini e la struttura che santifica l’intero complesso, il mihman khana (“casa degli ospiti”, chiamata anche jawab) ed infine il mausoleum ovvero la tomba dell’imperatore Shah Jahan. Dopo colazione visiterete Forte Rosso, il magnifico palazzo-fortezza degli imperatori Mughal dell’India, la cui costruzione venne iniziata dall’imperatore Akbar nel 1565. Per il pranzo andrete allo Sharo’s Cafe, un locale creato da donne indiane che sono state sfigurate con l’acido, uno dei luoghi simbolo dell’India. Si parte quindi per l’aeroporto d Delhi per imbrarcasi sul volo di rientro.

Oppure…

Oppure, notte a Delhi: chi preferisce rientrare con più calma giunto a Delhi si accomoda presso l’Hotel Claridge, già utilizzato all’arrivo, dove potrà cenare e fruire di un massaggio rilassante, procedendo con il rientro il giorno successivo.

Dettagli

Quando: aprile 2021
Tipo di viaggio: gruppo, max 12 persone
Guida: in italiano
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